Le Case delle Tecnologie Emergenti (CTE), centri di innovazione diffusi su tutto il territorio nazionale, sono in prima linea nella lotta contro le sfide più urgenti del nostro tempo: dalla crisi idrica alla sostenibilità ambientale. La CTE di Matera, in particolare, ha lanciato un’iniziativa unica nel suo genere, il “Giardino delle Tecnologie Emergenti”, assieme alla responsabile scientifica del laboratorio, Prof.ssa Paola D’Antonio, docente Unibas.

Il progetto trasforma la natura in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, dove la ricerca si fonde con l’ambiente grazie a tecnologie all’avanguardia come l’intelligenza artificiale, i modelli di data fusion e una vasta rete di sensori. Questi strumenti non si limitano a rilevare la qualità dell’aria o del suono, ma monitorano un ecosistema complesso, raccogliendo dati su composizione e umidità del suolo, salute delle piante e biodiversità, e qualità e quantità dell’acqua.

Il lavoro del Giardino si concentra sulla risoluzione di criticità ambientali specifiche del territorio, come dimostrano i progetti sulla gestione sostenibile della post-raccolta del Peperone Crusco, la fertilizzazione della fragola in un’ottica di sostenibilità idrica, e la creazione di un gemello digitale di un vigneto a Miglionico per ottimizzare gli interventi irrigui. A questo si aggiungono studi sulla difesa dei boschi dagli incendi e lo sviluppo di componenti meccanici per la lavorazione del terreno.

Oltre alla ricerca, la CTE di Matera è impegnata nella formazione, offrendo un master universitario annuale in agricoltura di precisione. Il successo è tangibile, con l’80% degli studenti della prima edizione già assunti a tempo indeterminato in un contesto lavorativo attinente alla loro formazione.

L’approccio innovativo di Matera si integra perfettamente con la collaborazione nazionale tra le diverse CTE, come nel caso del progetto Calliope di Taranto, che utilizza intelligenza artificiale e data fusion per prevedere l’impatto del cambiamento climatico sulla salute pubblica. Questa rete di sinergie dimostra come un’azione congiunta sia fondamentale per affrontare la crisi idrica e gli effetti del clima che cambia.